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Antonio: un sueño Galactico..sDajè Antò!!!!
3/7/2009 ANTONIO CASSANO CHANNEL1/29/2008 Un colpo di biliardo
Un gran gol di Cassano sul finire del primo tempo regala alla Samp una vittoria preziosissima: Siena ko, con Castellazzi protagonista di un mezzo miracolo su Riganò.
Cassano: Questa Samp può vincere contro chiunque
Il talento di Barivecchia strappa applausi ad un pubblico innamorato: «Io cerco di ripagarli dando tutto me stesso, come fanno i miei compagni. E avanti così si può dar fastidio a chiunque».
Mazzarri.«Fa piacere, è una grande soddisfazione per me e per l'intero staff. Personalmente, più degli elogi, mi fa felice vederlo giocare: quando sta bene è veramente uno spettacolo. L'unica cosa che spero, adesso, è che si possa godere di un pochino di tempo in più per preparare le partite. Antonio non è ancora al top e giocare ogni tre giorni lo limita, occorre solo un pizzico di respiro nel calendario e allora sì che arriverà al cento per cento».
Marotta. Cassano lo conosciamo tutti - comincia il Direttore -, è capace di qualsiasi giocata. Oggi è stato bravo a mettere in banca questo gran gol e abbiamo vinto, siamo felici». Il talento di Barivecchia continua a ringraziare la Sampdoria. Tifosi, allenatore, dirigenti, compagni. «Evidentemente è perché si trova bene qui da noi. Gli abbiamo creato l'habitat naturale per potersi esprimere al meglio, chiaro che ancora paghi qualcosa in termini di forma fisica, ma erano tre anni che non aveva questa continuità. Penso che serva poco tempo ormai per rivederlo al cento per cento».
Castellazzi. «Antonio con un colpo può cambiare le partite, è un giocatore fantastico. In una gara come quella di oggi, elementi simili fanno comodo più che mai. Gli equilibri erano infatti statici, ci voleva una giocata e fortunatamente Antonio l'ha inventata. Giocatori del genere è meglio averli dalla propria parte...».
DAJE ANTO'!!!!! 1/14/2008 Cassano show.........Marassi s'inchina.
La Samp si gode il suo presente, batte il Palermo 3-0, Cassano prima fa il mandante dei gol di Bellucci e Sammarco, poi si toglie lo sfizio del timbro da un metro. E' questo il tempo di Cassano. E il luogo e' Marassi, che osanna l'idolo ogni volta che si avvicina alle recizioni
Genova, 13 gennaio 2008 - Tempo di Cassano. Uno, il primo, per vincere la partita. Il secondo per segnare. Prima di parlare del contratto, dei milioni di euro e di un futuro in gioco per ora nelle intenzioni, Cassano si prende tutto il pacchetto: compagni e tifosi.
Lo schema, al di la' di quelli disegnati da Mazzarri, e' palla a Cassano e vediamo che succede. Con i campioni si fa cosi'. E lui calamita tutto, dribbla e regala assist, indica ai compagni come muoversi, arringa la curva e protesta con l'arbitro. Decide pure quando uscire, alla fine. Dopo 5 minuti appena serve a Maggio un pallone libero da marcature, il laterale manda a lato chiedendosi coma ha fatto. Ancora Cassano, liberato da un fallo laterale di Maggio, la mette in mezzo per Franceschini che tira alto.
Al quarto d'ora ci prova pure in mezza rovesciata. Bella e basta. Il Palermo si scuote all'improvviso, con Miccoli che colpisce il palo di punta, come a calcetto. Ma e' un lampo. Perche' la Samp macina tutto. E al 20' passa: Cassano come al solito si accentra dalla sinistra, serve in orizzontale Bellucci che in corsa tocca a seguire, come nel rugby, supera Capuano con un tocco e segna in diagonale. Uno a zero.
Alla mezzora un tiro non irresistibile di Amauri che Castellazzi si fa sfuggire con qualche brivido, rappresenta l'unica risposta siciliana. Ma Cassano di fronte fa quello che vuole: al 35' ancora un gran cross per Maggio che di testa non riesce a scavalcare Fontana.
Il raddoppio arriva allo scadere: punizione, ancora, del barese deviata sulla traversa, il rimpallo finisce sui piedi di Maggio, rimbalza per Sammarco, che da due passi mette dentro. Due a zero. Dominio.
Nella ripresa il Palermo ritorna a testa bassa. Amauri prova a sfondare per un buon quarto d'ora. Questione di pressione, senza particolari pericoli per Castellazzi. Guidolin alza il tiro con Brienza e Bresciano per Cavani e Migliaccio. Ma la partita finisce quando decide Cassano: dopo una mischia gli arriva la palla pronta da buttare dentro a un metro. Tre a zero.
Fa festa 'picchiando' Montella a bordo campo, e poi si prende la standing ovation quando esce. One man show. Alla fine c'e' il terzo tempo. E anche quello se lo aggiudica lui, abbracciato da tutti, invocato dai tifosi. Primo, secondo e terzo: il tempo di Cassano.
Il tabellino
SAMPDORIA (4-4-2) - Castellazzi; Campagnaro, Gastaldello, Accardi, Maggio; Sammarco, Polombo, Franceschini, Pieri (dal 86' Ziegler); Bellucci, Cassano (dal 82' Bonazzoli).
Allenatore: Walter Mazzarri. PALERMO (4-3-2-1) - Fontana; Zaccardo, Biava, Barzagli, Capuano; Guana, Simplicio, Migliaccio; Cavani (dal 65' Bresciano), Miccoli; Amauri. Allenatore: Francesco Guidolin. Arbitro: Luca Banti di Livorno. Marcatori: 20' Bellucci/S, 45' Sammarco/S, 77' Cassano/S. Ammoniti: 26' Amauri/P, 44' Biava/P, 45' Cavani/P, 66' Guana/P
DAJE ANTONIO!!!!! 1/9/2008 «Voglio restare qui, e restarci a lungo»martedì 08 gennaio 2008
Il talento di Barivecchia in conferenza stampa:
«Alla Samp è impossibile avere problemi. Vorrei rimanere a lungo, sognodi lottare per qualcosa di ambizioso e grande».
Arriva chiuso in un cappotto, sciarpa a proteggere la gola. Influenza: è periodo. Ma il sorriso è quello dei giorni belli,quando Antonio Cassano era talento e genio senza ombre né pensieri. E' rinato e felice, il ragazzo di Barivecchia. Alla Samp ha trovato una nuova casa, e non ha paura di ammetterlo.
Sei mesi a Genova, qualche infortunio di troppo, la sensazione che Antonio Cassano abbia di nuovo voglia di farinnamorare la gente. E' così? «L'unico problema sono stati i guai alla coscia, è vero. Senza quegli infortuni avrei potuto essere a sei, sette gol... Resta comunque un buon bilancio, il mio. E anche la squadra non mi dispiace: bisogna un po' migliorare lontano da Marassi, ma credo che la strada sia quella giusta».
Marassi significa anche e soprattutto pubblico, tifosi, affetto. Una folla alla presentazione, a Corte Lambruschini, e una folla allo stadio: il rapporto sembra ottimo...«Quando ho preso il giallo, contro la Fiorentina, sono rimasto mezz'ora senza mai toccare palla. Mai. Eppure tutto lo stadio mi acclamava... Ancora oggi mi vengono i brividi, quando ci ripenso: ho capito che la gente mi vuole bene, e io non posso far altro che dare tutto me stesso per loro».
Un anno di prestito dal Real Madrid, per ora. Ha un futuro, la storia tra Cassano e la Samp? «Io sono contento di essere qui, e il Direttore (seduto lì a fianco, ndr) sa cosa penso di lui e cosa penso della società. Queste persone mi sono state di grande aiuto in un momento molto difficile, recuperandomi come uomo. Marotta ha avuto fiducia in me e io non posso che ringraziarlo. Certo, vorrei rimanere qui a lungo e farò di tutto per riuscirci: ma la patata bollente, adesso, ce l'ha in mano lui (ridono entrambi, ndr)... A tutto, comunque, c'è rimedio».
Due allenatori per un giocatore: Donadoni con gli Europei da preparare e Mazzarri con un ciclo da gestire. Insieme, il grande affetto e la grande stima per te. «Donadoni spende sempre belle parole su di me, come del resto ho fatto anch'io su di lui: sia che vada agli Europei sia che resti a casa il rapporto umano che abbiamo non verrà intaccato. E pure con Mazzarri si è creato un grande feeling: è tutto il contrario di come lo vedevo da fuori, duro e distaccato... Mi ha dato fiducia, responsabilità, mi ha dato voglia di giocare e di allenarmi: non avevo mai avuta... Per la mia rinascita è stato importantissimo».
Comincia un anno pieno di impegni: una stagione da finire in crescendo, magari Austria e Svizzera, il prestito dal Real. Cosa si aspetta Cassano, da questo 2008? «Io spero solo di star bene fisicamente, per quel che riguarda me stesso è tutto qui. La Samp? E' una squadra attrezzata per fare buone cose, cercheremo tutti insieme di arrivare più in alto possibile. Poi, se rimarrò qua, faremo tutti uno sforzo per salire ancora più su... Ho detto bene o no, Direttore? (un cenno del capo conferma: ha detto bene, ndr)».
Una macchia e un ricordo della seconda metà del 2007. «La cosa più bella, mi ripeto, è stata quella mezz'ora di incitamento contro la Fiorentina: alla notte non ho dormito. E problemi non ce ne sono stati: è impossibile averne, alla Sampdoria... Col personaggio che mi sono costruito ci sta,trovare qualcosa che non va, ma qui è tutto perfetto. Significa che ci sanno fare, perché casini ne ho avuti con mezzo mondo».
Una persona sola, parole tue, ha avuto fiducia in te quest'estate: Beppe Marotta. Gli altri, quelli che si erano dimenticati di te?«A loro non penso, mi sono indifferenti. Mi importa poco della gente che poi magari vuol salire sul carro dei vincitori... Io do merito al Direttore di aver creduto in me come persona, di avermi capito e di essersi fidato come io mi sono fidato di lui: in un momento difficile, pieno di nuvole, ha rappresentato per me un raggio di sole».
12/18/2007 Il sogno infranto...Cassano lacrime e rabbia
Diffidato, viene ammonito: crisi di nervi perché salterà la Roma
Silenzio da parte del signor Velotto e Cassano cerca di radere al suolo tutto quello che gli passa vicino. Salta, si agita, rimbalza, impreca contro il mondo.L’arbitro aspetta un attimo e poi lo ammonisce. Il fungo si allarga a macchia d’olio.Antonio capisce che quel cartellino giallo lo cancella dalla gara di domenica contro la Roma. Non una partita qualsiasi, ma quella che sognava. La partita, non una partita. Squalificato. Per lui è il mondo che si frammenta in schegge di rabbia. Urla, si tira la maglietta sopra la testa, si precipita verso il direttore di gara, guarda chiunque sia in campo come volesse fulminarlo, chiede uno sguardo di comprensione. L’arbitro vede, eccome vede e non muove un muscolo. Sono bravissimi Bobo Vieri e Adrian Mutu che vanno da Antonio a cercare di calmarlo. Pompieri che si gettano dentro un palazzo in fiamme. E, con i compagni, ce la fanno. Nella ripresa Cassano trova anche il gol che definisce il risultato della partita. Esce fra gli applausi e aspetta il giudizio. D’altra parte è sempre stato così. Come si giustifica? Poche battute a Sky raccontando di un sogno infranto: «Contro la Roma era la partita più importante della mia vita. Dentro c’era tutto il mio passato. Ringrazio i tifosi della Sampdoria che mi hanno acclamato fino a quando sono stato in campo, li ringrazio. Tutti. Di cuore» . Quante lacrime in quei momenti. Le lacrime di un ragazzo che perde quella che continua a chiamare la «partita più importante della mia vita». La Roma, alla quale aveva fatto dichiarazioni d’amore durante la settimana: «Le avevo fatte alla squadra e non ad altre persone. Qualcuno ci ha ricamato sopra». Roma e Genova: «Io a Genova sto troppo bene e spero di restarci tre, quattro, cinque anni » .Lacrime per la partita che gli è stata strappata via da quel cartellino giallo, lacrime che neppure il gol segnato, il gol che ha restituito il pari alla Samp, hanno cancellato: «No, neppure il gol è riuscito a placare la mia rabbia, la mia amarezza. L’aspettavo tanto questa partita. Tanto. Ho contestato perchè da quell’azione è nato poi il loro gol. Ora che non ci potrò essere io, ora spero che i miei compagni mi facciano un regalo di Natale». Vincere a Roma anche per questo ragazzo feroce, occhi lucidi e urla verso il cielo. « Vieri? E’ un grande come uomo e come giocatore. Lui, come me, sta tornando. Io sono al sessanta, settanta per cento, dopo la sosta sarò al cento per cento » . Racconta che avrebbe voluto salutare Totti e che non lo potrà fare. Non è lontano il giorno della litigata con Ulivieri durante Samp-Reggina ma questa volta è stato lui a pagare. La Samp, tutta, lo giustifica, la Fiorentina scuote la testa. «Fossi stato io, racconta Donadel, mi avrebbero buttato fuori e mi sarei beccato tre o quattro turni di squalifica. Ma lui non è Donadel. Ci sono cose così...» . Idem Lupatelli: «Pensavo che arrivasse anche il secondo giallo » . Non è successo. Forse bastava quella punizione che gli ha tolto di colpo la «partita più importante della sua vita
(Il corriere dello sport)
MAZZARRI
«Premetto, do tutte le ragioni del mondo al mio giocatore. Ha subito fallo a un metro dal quarto uomo, l'azione è andata avanti, altro fallo su Bellucci e gol della Fiorentina. Antonio ha solo detto a Velotto che poteva anche segnalarli a Gava, quegli interventi: lui dovrebbe calmare gli animi, non mettersi a fare il protagonista... Invece ha chiamato l'arbitro ed è arrivata un'ammonizione gratuita. La crisi di nervi? Forse eccessiva, d'accordo, ma il ragazzo ci teneva da matti a giocare a Roma: ho pensato solo a calmarlo, e gli ho detto che nella ripresa avrebbe segnato. Ripeto: quello danneggiato, qui, è lui...Sta giocando bene, si impegna, si mette al servizio della squadra - ammette Mazzarri -. Peccato per questo giallo, perché con la Roma poteva rappresentare una carta importante...
MAROTTA
«Cassano è genio e sregolatezza - attacca il Direttore -, lo sappiamo. Ma non dimentichiamo che, da quando è da noi, è stato molto più genio che altro. Negli ultimi quattro gol che abbiamo segnato, ad esempio, c'è sempre stato lui di mezzo. E' bene non dimenticare le prestazioni del calciatore. Era abbattuto per il cartellino giallo ricevuto a fine primo tempo ed ha addirittura pianto. Io credo che questa scena riconcili col calcio pulito, puro. Si parla di un ragazzo di 25 anni che soffre perché non può giocare una partita, mi sembra quanto di meglio si possa vedere. Io dico che le ammonizioni per proteste vanno utilizzate, non c'è dubbio. Però bisogna anche capire i momenti e soprattutto ciò che viene detto, a me risulta che Cassano non abbia offeso nessuno, quindi forse il direttore di gara poteva comportarsi in maniera differente. So per certo che Antonio vorrebbe restare con noi e noi vogliamo che resti qui. E' chiaro però che il suo ingaggio è di un livello differente rispetto ai nostri limiti, dovremo valutare attentamente la situazione nei prossimi mesi per vedere se ci sono i presupposti per tenerlo alla Samp. La volontà c'è, vediamo. Deve solo limare alcuni aspetti, poi penso che lo possa diventare veramente un leader. Noi crediamo in lui, lo stiamo aiutando a migliorare le lacune che ha e penso che tutti insieme potremo arrivare allo scopo che ci siamo prefissati. Sì e prendo ad esempio il cartellino che ha rimediato oggi. Altri calciatori, magari più calcolatori di Antonio, avrebbero anteposto il bene personale a quello della squadra. Lui invece si è arrabbiato perché abbiamo preso gol, subendo un giallo e pagando di persona dove gli ha fatto più male. Credo che sia una grande dimostrazione di attaccamento alla maglia». PALOMBO «Antonio è fatto così, prendere o lasciare - sorride Palombo -. Con noi è fantastico, ha giocato con grandissimi campioni ed è sempre pronto a mettersi al servizio della squadra, e quest'ammonizione mi lascia un po' così... L'arbitro è arrivato già col giallo in mano, senza nemmeno aver sentito una parola. La scenata? Perché parliamo di un ragazzo sensibile, che a giocare a Roma contro la sua ex squadra ci teneva davvero da matti. E comunque ha poi risposto sul campo, con i fatti, firmando il pareggio CAMPAGNARO «Antonio bisogna capirlo - racconta Campagnaro -, ci teneva tantissimo alla partita di sabato ed è logico che gli sia bruciato. Nell'intervallo lo abbiamo calmato e lui è tornato in campo facendo gol, direi che era la risposta migliore che potesse dare. Cassano è un valore importante per la Samp, forse il più importante (sampdoria.it)
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